A puppet

Dopo le vacanze estive, è tempo di ritornare alla quotidianità. La settimana scorsa, le mie compagne ed io abbiamo ripreso il nostro lavoro alla scuola estiva: i copiii, i bambini, sembravano molto contenti di vederci ritornare fra di loro. In particolare, un gioco è rimasto loro impresso e quindi l’abbiamo ripetuto con piacere: si tratta di un puppet, un fantoccio, fatto con fogli e buste di carta.

Lo scopo dell’attività è molto semplice: arrivare a riprodurre un animale sulla carta – utilizzando pochi materiali – quali un foglio, una busta di carta, dei pennarelli o delle matite colorate, forbici e colla. L’idea ci è stata suggerita da Ana, l’insegnante della scuola elementare dove presto andremo a lavorare. Ecco il procedimento:

  1. Scegliere un animale da ricreare: in questo caso, potremmo rappresentare un cane.
  2. Disegnare solo le componenti principali, quali: le quattro zampe, la coda, la pancia, il muso e le orecchie. Il tutto deve essere colorato e poi ritagliato.
  3. Prendere la busta di carta: l’apertura dovrà essere tenuta verso il basso. Utilizzandola come se fosse il corpo dell’animale, incollarne le varie componenti: in alto, si posizionano il muso e le orecchie; in mezzo, la pancia; ai lati, le zampe ed infine, la coda.

Câinele este gata!    Il cane è terminato!

Ecco il risultato finale:

Qualche giorno dopo, insieme ai bambini, abbiamo celebrato la “Giornata interculturale”: Italia e Spagna hanno rappresentato i simboli di ciascun paese, mostrando le abitudini più comuni. L’Italia, quindi, ha mostrato la sua particolare forma territoriale, lo stivale, assieme alla sua posizione geografica rispetto all’Europa e alla Romania; l’Inno nazionale; ed infine, la preparazione della moka. I bambini erano entusiasti di vedere come funzionasse questo strano arnese. Curiosamente, hanno voluto anche assaggiare il caffè macinato, cogliendolo direttamente con il polpastrello umido. Ovviamente, non è stato apprezzato: è troppo amaro!

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Con la Spagna, invece, abbiamo festeggiato il Capodanno. Le compagne ispaniche, infatti, ci hanno mostrato un’usanza tipica che precede i pochi minuti prima dello scoccare del Nuovo anno. La tradizione, infatti, vuole che si lasci l’anno vecchio e si riceva quello nuovo, mangiando dodici chicchi d’uva al ritmo dei dodici rintocchi di campana che segnano la mezzanotte del 31 dicembre. L’arrivo del nostro Feliz aῆo nuevo, invece, è stato supportato con dei croccanti colorati, anziché con la dolce uva spagnola: una perfetta mixologia tra la cultura rumena e quella iberica.

Il nostro lavoro alla scuola estiva sta ormai giungendo al termine. Questa settimana, i copiii riprenderanno a frequentare la scuola ordinaria e noi frequenteremo il centro solo durante le ore pomeridiane, per chi continuerà ad essere presente. Non so se alcuni di loro potrò incontrarli nuovamente; non conosco i nomi delle scuole che frequentano. Comunque sia, questi bambini sono stati il primo impatto al mio progetto europeo e già questo basta per renderli unici.


After the holidays, it is time to back at the daily nature. Last week, my colleagues and me, came back at summer school to carry on our job there: copiii, the kids, seemed very happy to see us between them. Especially, one particular game saved in their memories: a special puppet made by bags and papers.

The goal of the activity was very simple: to draw an animal on the paper – using few materials – like one paper, one paper bag, some markers or pencils, scissor and glue. The idea of this game has suggested by Ana, the teacher of the elementary school where we will go to work soon. That is the way to do:

  1. Choose an animal to represents: in this case, we could represent a dog.
  2. Draw the main components only, as: four paws, the tail, the belly, the snout and the ears;
  3. Take the paper bag: the opening is kept toward down and if it were the body of the animal, sticking together the parts: on the top, putting the snout and the earns; in the middle, the belly; on the sides, the paws; in the end, the tail.

Câinele este gata!               The dog is finished!

Some days after, with the kids, we celebrated the “Intercultural day”: Italy and Spain represented the symbols of each country, showing the common habits. Italy, then, showed her particular territorial shame, the boot, her geographical position than Europe and Romania; the National anthem; in the end, the preparation of the moka – the coffee maker. Kids were enthusiastic to see how it would work this weird tool. Curiously, they wanted to taste the mince coffee even, picking it with the wet fingertip, directly. Of course, it was not appreciated: it is bitter too much! With the Spain, instead, we celebrated the New Year’s Day. The Spanish colleagues showed us a typical custom that it precedes few minutes before the sound of the New Year. The tradition demands to say goodbye to the old year and to say hi to the new one, eating twelve grapes on the rhythm the twelve tolls of the bell that it marks the midnight of 31 December. For our Feliz ao nuevo, we used some brittle rather than the sweet Spanish grapes: a perfect mix between the Romanian and Iberian culture.

Our job in the summer school is reaching the end. This week, copiii will start the usual school and we go to the centre during the afternoon, for who is going to be there. I don’t know if some of them I will meet again; I don’t know the names of their schools. Anyway, these children have been my first contact with my EU project and this is enough to makes their unique.

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