Goodbye 2016

Ultimo giorno del 2016. Come ogni anno è tempo di bilanci. Sinceramente, non mi è mai interessato di ripensare all’anno precedente, nè tantomeno ho mai sentito l’obbligo di dovere tirare delle somme conclusive, forse in cerca di risultati e di buoni propositi. Non posso negare, però, che quest’anno è stato un anno particolare ed offenderei me stessa se non mi fermassi un attimo per riflettere e concludere che

… il 2016 è stato l’anno più intenso della mia vita. Esso mi ha regalato tante grandi gioie quanto tanti grandi dolori, non risparmiandomi nulla. Mi ha portato al raggiungimento di gloriosi obiettivi personali ed altrettanto, mi ha stroncato attraverso la perdita di persone care – e vita mia che mi hai dato tanto amore, gioia, dolore, tutto – cantavano.  Le grandi vittorie sono state l’ottenimento della laurea in Filosofia (la mia grande passione) e l’inserimento lavorativo all’interno del Servizio Volontario Europeo (SVE), per il quale nutrivo – e nutro tutt’ora – la condivisione dei valori europeisti. Sono riuscita a creare un piccolo ed intimo spazio nel web, il blog: un diario di viaggio che mi permette di condividere le mie attuali esperienze di vita.  Allo stesso modo, come per ogni discesa corrisponde una salita, il 2016 mi ha strappato pezzi di cuore. Ho dovuto affrontare la delusione e l’allontanamento dal mio primo e grande amore; poi, un assurdo evento familiare ci ha ricordato, a me e a mia sorella, che anche i genitori sono esseri umani, alle volte sospesi dal loro ruolo educativo attraverso il loro abbandonarsi ai vizi più bassi. Infine, lo smisurato dolore – una ferita aperta e sanguinante – rimane il lutto della persona che mi ha vista crescere, la seconda madre che mi ha fatto appassionare alla lettura e alla conoscenza, che credeva fortemente nei valori cristiani, che condivideva la generosità disinteressata, che faceva la spesa ai più bisognosi e la cui porta di casa era sempre aperta verso chiunque. La vita è un carrozzone – il carrozzone va avanti da sè, con le regine, i suoi fanti, i suoi re. Ridi buffone, per scaramanzia, così la morte va via – salmodiavano, e l’apprezzo nonostante, alle volte, essa prende il ritmo di un’altalena, portandomi su, fino alle stelle e poi giù, fin dentro le stalle.

Provo una grande fiducia per il 2017: da Est, spira un vento carico di novità e di possibilità. Di questo misterioso mondo, rimango una “macchietta” curiosa, ottimista, fiduciosa, impaziente e speranzosa.

E qui concludo, augurando a tutti un ottimo inizio di anno nuovo.

Ad maiora!


Last day of 2016. Like every year, it is time for analysis. Sincerely, I have never taken care about the thought of the previous year, even less I felt the need to review, maybe to looking for some positive results or some new good purposes. Anyway, I cannot deny that this year has been an unusual year and I would offend myself if I do not stop the time to conclude that

… 2016 has been the strongest year of my life. It gave to me a lot of big delights than a lot of big sorrows, sparing nothing. It got to achieve some personal glorious objectives likewise, it weard out through the lost of some dear people – and my life that it gave me a lot of love, delight, pain and everything – someone sang. The big victories have been to earn the bachelor’s degree in Philosophy (my big passion) and the job into the European Voluntary Service (EVS), for which I entertained – and I entertain even now – the sharing of the European values. I opened my web space, the blog: a diary of journey that I can sharing my current experiences of the life. In the same way, as though for each slope correspond with a rise, 2016 ripped a pieces of heart. I had to take on the disappointment and the leaving from my first and big love story; after that, an absurd family event remembered, at my sister and me, that also the parents are humans, sometimes suspended from their educational role to abandon themselves at lowest vices. Finally, the boundless pain – a bleed grief opened – is the lost of the person who watched me to grow up, the second mother who felt in love myself to the reading and the knowledge, who really believed into the Christian values, who shared an disinterested generosity, who made shopping for the needies and the door to her house was opened for anyone. The life is a bandwagon – the bandwagon goes on, with the queens, his jacks, his kings. Laghing joker, for superstition, in this way the death leaves – someone tuned, and I appreach it despite, sometimes, it takes the rhythm of a seesaw, bringing me up on the stars and after down, into the stables.

I feel a big faith for the 2017: from the East, it blows a wind full of possibilities and new. From this mysterious world, I stay a curious, optimistic, confident, hopeful and impatient “character”.

In the end, I wish a great start of new year to everybody.

Ad maiora!

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