Question

Con gli studenti più grandi, abbiamo avviato una discussione riguardante l’importanza di chiedere, di fare domande. Non è poi così scontato l’atto del domandare e il più delle volte l’imbarazzo o la paura di porre delle domande considerate “sbagliate” – non esistono domande sbagliate, semmai esistono domande mal poste – portano a non pronunciarsi. E così, si perde un’ottima occasione di conoscenza, di confronto e di affermazione della propria personalità. Attraverso il gioco, chiamato: “Quanto conosci l’altro?”, abbiamo testato la conoscenza che gli studenti possiedono dei loro compagni di classe. A coppie, i ragazzi hanno eseguito una serie di semplici domande, precedentemente preparate da noi volontarie, volte ad indagare la vita dell’altro. Il risultato finale è stato buono; quasi tutti hanno saputo rispondere correttamente. Come sempre, al termine del gioco, ne abbiamo discusso gli esiti. Spesso si conosce così poco della persona con la quale, giornalmente, si condividono le lezioni, il banco o la merenda. Anni passati assieme per poi capire che… non si conosce neppure il gusto del suo gelato preferito! Ma non è forse quello che, in un giorno amaro, fra gli adulti, si scopre?

16807603_610555155807665_4719071182403331033_n_edited

16711832_610554552474392_6758075331173488154_n

16880881_1528231460550200_353481816_o_edited


With the bigger students, we started a discussion about the importance of asking questions. It’s not so take for granted the action of asking and most of the times the embrace or the fear of say the “wrong one” – wrong questions don’t exist, in case exist questions putted in the wrong form – lead to don’t express ourselves. Like this, we lost a good opportunity of consciousness, debate and affirmation of the own personality. Through the game, called “How much do you know the other?”, we tested the knowledge possessed by students on their own classmates. In couples, the guys carried out a list of easy questions, previously prepared by us, turned to inspect the other’s life. The final outcome was good; almost everybody knew how to answer correctly. Like every time, at the end of it, we discuss about the results. Often we know so little about the person with who, daily, we share the lessons, the table and the break.  Years passed together to understand at the end that… we don’t know neither its favourite flavour of ice-cream! Isn’t it maybe this that, a bitter day, as adults, we discover?

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s